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da La Repubblica del 13 settembre 2007
 
Sandalo da terrorista ad anti-Islam: "È la Fallaci ad avermi convinto"  
L´ex di Prima Linea: ma ho lasciato Bossi, si è venduto  
 
di Davide Carlucci 

MILANO - Non si nasconde più, Roberto Sandalo. Anzi: l´ex terrorista di Prima Linea riconosciuto martedì a Milano mentre manifestava «contro il fascismo islamico, presentandosi con il nome di Roberto Severini, rilancia. Dice di considerare chiusi i suoi conti con il passato e di lavorare in un´agenzia investigativa. E aggiunge: «Rivendico il mio diritto a lottare perché la gente prenda coscienza di quel che sta per succedere in un paese narcotizzato da calciopoli e da tipi come Corona».

C'è però chi le ricorda il suo passato in un´organizzazione che in Italia ha seminato morte.
«Chi mi ha contestato è un anarchico, Giuseppe Fallisi. Sarà anche stupenda la canzone che ha scritto, La ballata del Pinelli, ma io non accetto critiche da lui perché non ha mai sparato un colpo».

Ma si rende di conto dell'enormità che dice?
«Mi spiego: negli anni ‘70 tutti erano pronti, come lui, a fare la rivoluzione a parole. Ad avere il coraggio di andare fino in fondo, di prendere le armi, poi, siamo stati in 6.600. Arrivo a questo numero perché tra le pistole e le chiavi inglesi di chi ci sosteneva in piazza non c´era molta differenza: ammazzavano entrambe. Comunque non voglio lezioni da chi non ha provato, come me, la tragedia di aver provocato la morte di qualcuno».

La tragedia vera l'ha vissuta chi ha perso per sempre i propri cari a causa delle vostre azioni di sangue.
«Lo so. Ho telefonato ai parenti di queste persone - come il figlio di Lando Conti e il nipote di Giuseppe Ciotta - e sono in attesa di un incontro. Vorrei che nella loro sofferenza, che è incancellabile, abbiano modo di verificare come una persona può cambiare».

Ma lei chi è oggi? Roberto Sandalo o Roberto Severini?
«Fui costretto a cambiare nome in Roberto Ranieri dopo aver collaborato con la polizia per far sgominare Prima Linea. Ma ora sono tornato Roberto Sandalo, lo devo alla memoria di mio padre partigiano e operaio. Per ragioni di sicurezza, in pubblico, mi presento come Severini. Non ho paura di usare il mio nome: quelli della banda Segio, ormai, fanno tutti gli scrittori».

Da ex terrorista, quindi, ora lei si batte contro i nuovi terroristi islamici...
«Sì, lo faccio perché rischiamo qualcosa di terribile in Italia oggi. E il mio animo si ribella. Dovevo andare anch´io a manifestare a Bruxelles, martedì, ma un sindaco razzista ce l´ha impedito».

Ci è andato Borghezio ed è stato bloccato.
«A lui va tutta la mia solidarietà. È stata una vergogna».

Ma l'europarlamentare leghista l´ha cacciata dalla Guardia Padana nella quale lei militava.
«Falso: non sono mai stato cacciato. Con ad altri 82 militanti della Lega nel gennaio del 1999 ci siamo allontanati dal partito perché Bossi aveva rinunciato alla secessione in cambio di denaro».

E l´impegno anti-islamico com'è nato?
«Un anno fa abbiamo deciso di dar vita a "Sos Italia", un'associazione che raccogliesse il testimone delle battaglie iniziate da Oriana Fallaci - per me resta la "compagna Emilia", il suo nome di battaglia nella Resistenza - dopo l´11 settembre. Molta gente anche di sinistra è convinta, come me, che non sia accettabile che ogni quattro giorni si apra una moschea in Italia».

Non crede di incitare all'odio? Non la preoccupano gli attentati contro le moschee che s´iniziano a segnalare proprio in Lombardia?
«Ma quale odio... Quanto a quei gesti, e ai raid contro i campi nomadi, segnalo che ogni sei mesi dalla Lega escono in tanti. O forse la lettura è un´altra: nelle comunità musulmane ci sono continue tensioni, magari sono vendette tra di loro».  


permalink| creato da kilgore | inviato il 14/9/2007 alle 14:48

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