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Una pagina intera su La Stampa ci spiega come il Vaticano si stia attrezzando per mettere a punto la questione dei santi. Troppi, ultimamente. E con il rischio di apparire una "fabbrica di santi". Norme più severe, processi di canonizzazione più minuziosi. In questa paginona ci spiega bene tutto Giacomo Galeazzi. Ci ricorda così che saranno più lunghi i tempi anche per Wojtyla. Sarà probabilmente santo, ma non "subito" come vox populi gridava. Avanza Giorgio La Pira, morto in odore di santità nel 1977, dovranno invece aspettare i sostenitori di padre Leon Dehon, fondatore dei Dehoniani, e anche quelli di Oscar Romero troppo "rosso", troppo dalla parte dei poveri in El Salvador.

Non c'è che dire un bell'articolo con una bella carrellata di probabili santi, santi in panchina, santi promessi. Tra tanta santità, una sola dimenticanza, un po’grave. Possibile che in tutte queste righe, in tutto questo spazio non sia venuto in mente al nostro articolista un personaggino che, secondo la millenaria storia della Chiesa, è stato elevato agli altari proprio ieri l’altro. Tal (Santo) Josè Maria Escrivà de Balaguer, fondatore dell'Opus Dei. Morto nel 1975, beato nel 1992, santo nel 2002. Percorso netto, senza ostacoli.
Escrivà sì, Romero no. D’altra parte, bisogna essere onesti, l’amico del caudillo Franco si è ben guardato nel corso della sua santa vita dal frequentare pericolosi contadini centro-americani. E certi sbagli, anche dopo morti, si pagano.

Kilgore


permalink| creato da kilgore | inviato il 19/2/2008 alle 17:39

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La Commissione parlamentare di Vigilanza sfiducia il Presidente del Cda della Rai, Claudio Petruccioli con i voti favorevoli di Rosa nel Pugno, Italia dei Valori, e Udeur, oltre che quelli della Casa delle Libertà. Ohibò! E che cosa avrà combinato di nuovo il presidente? Leggiamo.

La Repubblica (http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/politica/rai-cda-2/petruccioli-sfiduciato/petruccioli-sfiduciato.html): “Un pronunciamento che rappresenta un chiaro segnale politico (…) ma non ha valore vincolante” e poi i commenti. Petruccioli “Lascerò quando l'azionista indicherà il nuovo presidente”, Padoa Schioppa e Gentioni “Diamo atto della correttezza istituzionale del Presidente della Rai”, Landolfi: “C’è una maggioranza che va al di là dei confini tradizionali”. Sì, va bene, ma perché ora questa sfiducia? Che ha fatto Petruccioli? E perché i “nemici” dell’Italia dei Valori e dell’Udeur votano insieme? Proviamo con Ansa.it (http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_70733382.html). Ancora commenti: Palazzo Chigi “Il voto non prevede conseguenze”, Bonaiuti “la maggioranza non c'é più”. Niente, allora La Stampa.it (http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200710articoli/26971girata.asp). Ancora nulla. Il caso si fa umano. Il pensiero corre al povero Presidente, da un giorno all’altro sfiduciato senza lo straccio di una motivazione, roba da non dormirci al notte.

Ultimo tentativo. Il Corriere della Sera, accidenti il quotidianopiùaturoevoledItalia spiegherà qualcosa a lui, a noi. Siiiii: http://www.corriere.it/politica/07_ottobre_25/conti.shtml, a firma di Paolo Conti “Il voto della commissione di Vigilanza Rai di ieri è il paradosso della politica avvitata su se stessa (…). Non si chiede al presidente della Rai di lasciare il suo posto per incapacità, per indegnità, per aver danneggiato il servizio pubblico”. Ah no? e perché allora? Petruccioli si deve dimettere  “nel nome di un riequilibrio: nemmeno a dirlo squisitamente politico, dopo la rimozione da parte del ministero dell'Economia del consigliere Angelo Maria Petroni e la nomina, al suo posto, di Fabiano Fabiani”. Ah. Spiegati i silenzi dei quotidiani, ingenui noi che non ci siamo arrivati da soli. 
Grazie Corriere, ma che fatica!

Kilgore

 


permalink| creato da kilgore | inviato il 25/10/2007 alle 10:22

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Impossibile raccontare Roberto Sandalo in due parole: riunisce in sé tutto il marcio morale ed estetico che ammorba l'Italia da trent'anni a questa parte. Come "Roby il pazzo" fu tra i più sanguinari armati di Prima Linea, dove si distinse per ferocia e disprezzo nei confronti dei "morbidi". Salvo poi barattare il carcere con una valanga di denunce e soffiate che travolse colpevoli e innocenti e che costituisce tutt'ora uno dei buchi neri meno onorevoli della stagione del pentitismo, in un "santo polverone" da cui emerse solo lui. Maestro dell'"armiamoci e partite" dopo aver inguaiato tanti ragazzi che aveva spinto alla violenza li volle redimere a forza denunciandoli (e denunciando tutti quelli di cui ricordava il nome).

Ottenne la protezione dello Stato e si dedicò a una carriera di leghismo militante (fu cacciato dalle guardie padane) e di rapine (per le quali fu arrestato e dovette di nuovo cambiare nome). Ora, convertito - dice lui - da Oriana Fallaci manifesta contro la presenza islamica in Italia, e si dipinge a Repubblica (mercoledì 12 settembre e giovedì 13 settembre) come "due volte servitore dello Stato: come pentito e come ufficiale degli alpini (glissando elegantemente sul fatto che durante il servizio di leva come ufficiale di complemento usò la divisa come copertura per traffici d'armi a favore di Prima Linea).

Senza pudore offre al giornalista Davide Carlucci una spiegazione per i raid razzisti contro le comunità nomadi, quelli in cui, per intenderci, si brucia vivo qualche bambino: "nelle comunità musulmane ci sono continue tensioni. Magari sono vendette fra loro". Riflesso pavloviano: stessa spiegazione che sistematicamente fu data per tutti gli anni settanta agli omicidi di simpatizzanti di destra. Un esempio per tutti: il rogo di Primavalle appicato all'abitazione di un esponente dell'Msi da tre militanti di Potere Operaio (di cui il nostro all'epoca era dirigente) e nel quale bruciarono vivi un bambino di otto anni e un ragazzo di ventidue. Secondo la coraggiosa controinchesta dei compari di Sandalo di allora: "un orrore maturato nel verminaio delle sezioni missine". Oggi come allora, la stessa testa e la stessa paraculaggine a disposizione degli istinti peggiori e della violenza. Peccato che nessun giornalista glielo faccia notare.

Leggi l'intervista


permalink| creato da kilgore | inviato il 13/9/2007 alle 21:19

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Caso Unipol, intercettazioni telefoniche. 26 luglio 2007, La Repubblica: “Ribadendo la loro ‘totale estraneità a qualsiasi atto illecito’, Fassino e D'Alema hanno espresso il loro parere favorevole all'uso delle intercettazioni” . 11 settembre 2007, la Stampa: “D’Alema e Fassino al contrattacco: “Sbagliata la richiesta del Gip Forleo”.

Tutti possono cambiare idea, ci mancherebbe! Ma trattandosi di politici così di primo piano bisognerebbe che questo cambiamento venisse spiegato politicamente. E se i due non lo fanno, ci vorrebbe qualcuno che glielo chiede: “Ministro D’Alema e Onorevole Fassino, che cosa è successo in queste settimane per giustificare questo vostro cambiamento di posizione sull’utilizzo delle intercettazioni telefoniche che vi riguardano ?” Qualcuno ha letto o ascoltato questa semplice domanda con conseguente risposta?

Nel frattempo la Giunta decide e i nostri, due democratici tutti di un pezzo, rassicurano “Accetteremo qualsiasi decisione prenderà la Giunta per le autorizzazioni a procedere”. Ah perché? Si poteva anche dire: “no, grazie”?

Kilgore


permalink| creato da kilgore | inviato il 12/9/2007 alle 16:32

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Nella grande festa per il lancio della 500 non ho colto una domanda facile facile, direi inevitabile. Mi sarò distratto? Eccola: "Ingegner Marchionne, ma come mai la nuova 500, un' auto così innovativa, lanciata da uno spot così 'etico', non ha neppure un modello 'ecologico'?" Se qualche intrepido giornalista invece l'ha fatta, segnalatemi la risposta. Grazie.

Kilgore

permalink| creato da kilgore | inviato il 5/7/2007 alle 10:7

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