.
Annunci online


5
commenti


Donne e potere, un binomio quasi più forte che donne e motori. Un binomio che, secondo il direttore de La Stampa, occupa costantemente i pensieri dei lettori di quotidiani. Deve essere il motivo per cui sulla prima pagina di sabato 19 aprile appare con grandissimo rilievo la foto di Silvio Berlusconi che “mitraglia” la giornalista russa, colpevole di una curiosità gossippara su una presunta amante di Putin. Ma non basta. I lettori vogliono di più. E per una par condicio in versione “guerra fredda” accanto alla foto “La storia”, ovvero le rivelazioni di un consigliere di John Kennedy su una love story tra JFK e Audrey Hapburn, con tanto di fotografia formato francobollo del viso dell’attrice in versione “Colazione da Tiffany”.

“Due piccioni con una fava - avrà pensato Giulio Anselmi (il direttore de La Stampa ragiona per proverbi, o almeno pare…) - Un po’ di esteri in prima pagina, per non essere provinciali, e un po’ di sano pettegolezzo popolare, per non fare gli snob”. Il risultato è che su 5 pagine dedicate all’estero, una è interamente occupata dalla “lieson” Kennedy – Hapburn. Un articolone con belle foto (l’argomento si presta) che non deve avere richiesto molto sforzo al corrispondente da New York Maurizio Molinari dato che si basa interamente su un pezzo del New York Daily News che pubblica alcune anticipazioni del libro del consigliere di Kennedy. D’altra parte un’altra mezza pagina di esteri, sempre su La Stampa, ci porta una notizia destinata a mutare gli equilibri geopolitici di tutto il Medio Oriente: nella città iraniana di Tabriz i Guardiani della Rivoluzione hanno vietato di giocare a biliardo. Questo si devono “beccare” i lettori de La Stampa che vorrebbero invece sapere che cosa è successo nel mondo…

Se torniamo poi al “nostro” mitragliere, non si sa se ridere o piangere. Tutto è così grottesco: l’incontro nella villa in Sardegna, Putin che non dovrebbe più comandare, ma comanda lo stesso, le discussioni a tavola (“Ti do Alitalia e Kakà per il tuo amico del Chelsea, e tu mi fornisci gas e l’usufrutto gratuito di tutte le ragazze dei night di Mosca”), la serata con quelli del Bagaglino… E grottesca persino la domanda incriminata sulla vita sessuale dell’ex Kgb. Come se Putin non avesse altri scheletri nell’armadio. Il problema è che quando si va a sbirciare dentro quegli armadi la mitragliata arriva davvero. A proposito: nessuno dei coraggiosi giornalisti italiani ha colto l’occasione per chiedere al simpatico russo notizie di una collega? Tale Anna Politkoskaia. Pare che non facesse inchieste tra le lenzuola, ma si occupasse di Cecenia, magistrati corrotti, privatizzazioni di società russe, potere politico ("La Russia di Putin" è un suo libro del 2005).
Chi le ha sparato, non ha fatto il gesto con le dita…

Kilgore


permalink| creato da kilgore | inviato il 20/4/2008 alle 11:18

10
commenti


 TG1 del 9 aprile 2008, quello delle 20,00, quello di Gianni Riotta. Quello importante. Alle 20,27, deve essere una regola, scatta il "servizio di costume". E vabbè, chissenefrega: nuove mode, nuovi consumi, nuovi aggeggi elettronici, un locale alla moda.

Questa volta tocca alla chirurgia estetica maschile. Quanti maschietti a rifarsi naso, bocca, pancia, capelli, borse sotto gli occhi! E poi la gggente per la strada. Uomini che "bhe..forse ...qualche cm di altezza in più" "magari i capelli.." oppure "no no! troppa paura!", "dal chirurgo estetico, mai! Mi piaccio così!". Infine l'esperto, il chirurgo plastico in persona, il demiurgo benevolo ammicca ammmiccante: "Eh! gli uomini, vengono qui con la scusa di accompagnare la moglie e poi....". Massì! devono campare anche loro, e che sarà mai uno spot in prima serata, nel TG di maggior ascolto! 
 
Stupidi noi a scandalizzarci, trattasi solo di un altro, piccolissimo tassello nella creazione di un sentire comune collettivo che cerca in tv "il vero" e ritrova, soddisfatto, un finto travestito da vero. Fa appena un po' specie che questo finto lo ritrovi nel TG della televisione pubblica, quello che "dà le notizie". Anche riconoscere il meccanismo, indignarsi sembra demodé, fuori luogo, moralista. Parole come "servizio pubblico", "serietà", "informazione dignitosa" suonano già bolse. E' Studio Aperto il tg che davvero racconta il nostro tempo, gli altri, a copiare. Che tristezza.

Kilgore

permalink| creato da kilgore | inviato il 10/4/2008 alle 9:18

2
commenti


Il battesimo pasquale del vicedirettore del Corriere della Sera, Magdi Allam e il duello televisivo Berlusconi vs. Veltroni: due notizie che in queste settimane hanno monopolizzato l’attenzione dei media. Due notizie che ci lasciano un po’ inquieti per lo spazio, le parole, le opinioni che hanno smosso e per il fatto stesso che sono diventate “casi”.

Del battesimo si sono occupati i giornali di tutto il mondo: un musulmano “pentito” che da anni parla malissimo della sua religione d’origine e che ora si converte al cristianesimo e si fa cattolico. Tutti i direttori devono avere sentito puzza di “uomo che morde un cane”, l’archetipo notiziale di ogni giornalista e si sono buttati a pesce. Una puzza ben nota anche all’astuto Allam che ha saputo fare esplodere bene la sua “bombetta” mediatica. Ha creato un cocktail fatto di populismo (“giusto! Non esiste il musulmano buono!”), Grande Fratello (non sono mancati le narrazioni autobiografiche di mamma Allam “integralista”), Salman Rushdie e Oriana Fallaci. Un progettino al quale l’astuto lavora da quell’11 settembre, da quando la sua carriera, come si suol dire, “ha fatto il botto” e da semplice “esperto del mondo arabo” è diventato niente di meno che vicedirettore del quotidiano più importante d’Italia. Restano due dubbi: e il Vaticano? La presa di distanza successiva all’affaire fa pensare a un manipolo di sprovveduti che non conosce i meccanismi della comunicazione mediatica. La malizia fa pensare a un “lo facciamo dire da lui perché non possiamo dirlo noi”. Il secondo dubbio riguarda l’eco che questo fatto ha avuto in termini di opinione pubblica. La sensazione è che la “bolla” sia tutta interna del mondo dei media, e che in realtà ai lettori di giornali e spettatori di trasmissioni giornalistiche non freghi un granchè delle scelte di fede del neo convertito. In questo caso l’“opinione pubblica” sarebbe assai poco pubblica e piuttosto obbediente a logiche e regole tutte autoreferenziali e un po’ parossistiche.
Ma, forse, è solo una sensazione….

La stessa sensazione che si ha quando si leggono i fiumi di inchiostro relativi al mancato “faccia a faccia” televisivo. La regola del bravo candidato (che sia in palio la presidenza di una bocciofila come quella del Consiglio dei ministri) dice che chi è in vantaggio non deve concedere dibattiti al suo rivale. Ma anche questa regola si poggia sugli assiomi strapagati dei guru della comunicazione: sfidiamo chiunque a trovare una spiegazione scientificamente accettabile. In ogni caso in casa PD si parla di diritto negato all’informazione, di vulnus democratico. Un cervello di medio-basso Q.I. si intristisce al pensiero che il futuro del nostro Paese sia nelle mani di una cravatta azzeccata, di un ammiccamento riuscito, di uno sputacchio malandrino, di un tic nervoso di troppo. Quel medesimo cervello non può pensare che si sia ridotti a questo punto e pensa che il bailamme mediatico attorno alla vicenda sia tutto frutto di quell’autoreferenzialità ottusa di cui si diceva prima e che il Paese reale è ben altra cosa. Ma anche in questo caso si tratta solo di una sensazione. O di una speranza. Tenue.

Kilgore
 


permalink| creato da kilgore | inviato il 1/4/2008 alle 18:36

sfoglia marzo        maggio
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.
.